Il 15 ottobre 1995,
pubblica, e presenta ufficialmente, nella LIBRERIA TUTTILIBRI, (Roma) la sua raccolta di Poesie dal titolo, “ DENTRO L’ANIMA ”edita da "Il Calamaio"

( 1° poesia del libro)
UTOPIA?!
Avrei voluto essere "l'origine"
per non palificare mai
quel terreno.
Vorrei essere un Genio
per non inventare
quei maledetti ordigni
per far morire.
Sarei voluto stare io
a comandare
per non dover mai fare
il comandante.
Vorrei poter strillare nelle orecchie
ai grandi timonieri delle navi
che la rotta scelta loro, è di collisione
avendo dell'orizzonte... poca visione.
Vorrei poter trovare
... ... tutti i colori in uno

QUANDO MORIR0'
Quando morirò
non morirò ... ...
mi porterò in ricordo
l'averti voluto e avuto
ancora in vita.
Quando morirò
veglierò quel lungo sonno
aspettandoti comparire
lucente
di luna piena.
Quando morirò
non morirò ... ...
vorrò
ancora saperti ... ...
DI AVERTI... L'ILLUSIONE
Vorrei i mille tempi
aver vissuto
per solo l'illusione avere
di averti conosciuto
avere come l'ape
la costante
ricerca del suo fiore
tanto amato
curandolo
di scorie di vissuto
con nettaroso unguento
a me spremuto
DI DONNA... IL CANTATORE
Di donna!
il cantatore sono
il fine dicitore
ne canto e canterò
le grandi doti
d'amore e di dolore
quando di lei
mi sazierò
il suo sapere vi darò
... in pasto!
alcune poesie incluse del libro tra di esse "Quando Morirò" sulla donazione degli organi dedicata a MARTA RUSSO donata ai genitori in occasione dell'anniversario della morte, esprimendo il mio pensiero, e nel contempo sottolineare il gesto di grande cultura d'animo della famiglia Russo, nel donare, senza esitare, gli organi di Marta, per continuare: LA VITA"
Prefazione di: Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione, ordinario di Sociologia della Comunicazione presso l'Università " La Sapienza" di Roma.
La grande trasformazione che ha investito la cultura e la società italiana a partire dall’avvento della cosiddetta “società dei consumi” ha posto la donna in una nuova condizione sociale, conferendole nuove responsabilità, ma soprattutto inedite chance rispetto alla tradizione culturale della società ancien régime. Si tratta di responsabilità e compiti sempre più gravosi a cui, tuttavia, non sembra corrispondere culturalmente il riconoscimento effettivo di un nuovo status sociale. In un clima culturale fortemente caratterizzato dall’affannosa rincorsa individuale al soddisfacimento dei soli bisogni strumentali dell’esistenza umana, il valore e la portata sociale della donna o, come preferisce l’autore, “dell’essere donna”, sono infatti elementi continuamente ignorati, messi in disparte o, peggio, strumentalizzati da una cultura irrimediabilmente maschilista che cataloga diversamente l’importanza sociale di uomini e donne. In encomiabile controtendenza, “Oltre l’incantesimo donna” alza un inno alla donna, un cantico romantico in grado di illuminare le infinite doti ed i molteplici attributi ascrivibili all’universo femminile. Musa ispiratrice e attenta consigliera, generatrice di vita, passioni e soprattutto autentica depositaria dei sentimenti umani: nell’opera di Ignazio Colagrossi la donna si staglia finalmente come figura che armonizza e completa “l’essere uomo”. Nelle intenzioni e negli esiti, “Oltre l’incantesimo donna” è quindi un doveroso riconoscimento rivolto ad ogni figura femminile che, agli occhi dell’autore, abbia completato, armonizzato ed arricchito la sua dimensione umana, facendo irrompere passioni ed emozioni, gioie ed entusiasmo, fino a giungere ad elogiare l’altruismo della donazione degli organi di Marta Russo. In conclusione, mi preme sottolineare come la poetica di Ignazio Colagrossi, sebbene sobria e pacata, non manchi di incisività e determinatezza stilistica: nel suo sviluppo si compensano armoniosamente suoni dal ritmo discreto e dai colori intensi che, nel loro complesso evocativo, rivelano una personalità romantica ed idilliaca ma, al tempo stesso, modernamente frenetica.
Sin da piccolo, ho avuto la netta sensazione per la quale, la persona che non ha avuto alcuna correlazione con l’altro sesso, sia carente di una parte di completezza personale, la quale, si acquisisce appunto, con il relazionarsi.
"OLTRE L'INCANTESIMO DONNA"
Edizioni Kappa
"dedicato alla dimensione femminile
per avermi donato lungo il percorso della vita
il complemento del mio essere"
è l'ultima mia raccolta di poesie che è stata pubblicata in occasione della ricorrenza della festa della donna (2002)
Presentazione di Francesco Boriani, Sociologo. Collaboratore alla didattica della cattedra di storia della sociologia II nell'Università"La Sapienza" di Roma
Il bisogno di comunicare, di partecipare, e soprattutto di esprimersi non si manifesta in ognuno di noi con la stessa intensità e né, fa vibrare gli impulsi vitali allo stesso modo. Esso è differenziato a seconda della sensibilità d’animo individuale e del relativo bagaglio di valori che ognuno di noi si forma alla scuola della vita collettiva. E la sensibilità di Ignazio Colagrossi, la sincerità e spontaneità, l’amarezza per quei valori “umano-sociali” che non esistono più, fanno di lui, un “animo antico”, la cui sensibilità ed acutezza riflessiva, sembrano rivendicare esplicitamente un vero e proprio recupero di antichi valori umani, ( si pensi a quelli di fine ottocento). Di un recupero che può avvenire in noi però facendoci guidare più dalla forza del sentimento, dell’amore e dalle emozioni fugaci, che dalla ragione calcolatrice. “A ognuno er suo” suona come un monito con il quale Ignazio attribuisce a ognuno di noi una parte della responsabilità di cui alla dissoluzione dei valori umano-sociali. Ma l’inquietudine e l’amarezza si fondono in fine con la “Speranza di Vita” ed il desiderio de “l’Amore ritrovato” come impegno dell’esistere. Di un impegno che, proprio in quanto tale, si ripropone di contrastare “l’Instabilità” dell’esistenza umana la quale, da “foglia.... strapazzata dal vento!...” a “fuscello... in mare in tempesta!... ed ancora “in roccia... dell’umanità!...” non può e non deve risolversi in “polvere ...di società!...”
in copertina:
"Adolescenza" (1990) di Ignazio Colagrossi
entra pittura